Bitcoin affonda sotto 4.000 dlr, -80% in un anno

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Il Bitcoin sempre più giù. La criptovaluta affonda sotto i 4.000 dollari fra il crescente disinteresse degli speculatori e dei miner, e le battaglie interne che hanno causato la scissione del Bitcoin Cash.

Con il nuovo calo la criptovaluta vede andare in fumo un terzo del suo valore in soli sette giorni: dal picco di quasi 20.000 dollari toccato alla fine del 2017, il Bitcoin è ora in calo dell’80%. E il suo crollo si fa sentire sull’intero mercato delle criptovalute, che vale ora solo 130 miliardi di dollari, ben al di sotto degli 800 miliardi di gennaio.

Secondo gli osservatori una sola cosa può spiegare il crollo, ed è il ”panico” sul mercato. I volumi di scambio ridotti hanno ridotto l’interesse degli speculatori. E anche i miner sembrano aver preso le distanze dalla criptovaluta: il tasso hash, che misura gli sforzi dei miner nel risolvere le complesse equazioni per generare nuovi Bitcoin, è in calo.

Molti analisti però sono ottimisti e prevedono una ripresa del Bitcoin. ”Le cose peggiorano prima di migliorare” affermano. E il caso Amazon ne è un esempio: fra il dicembre 1999 e l’ottobre 2001, la società di Jeff Bezos ha perso il 95% del suo valore. Da allora non solo ha recuperato ma è diventato un vero colosso. 

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