Si chiama Aicha Elizabethe Ounnadi, detta Lisa, l’operatrice ecologica che tre anni fa è stata licenziata dall’azienda Cidiu Servizi di Collegno, il consorzio che si occupa della raccolta dei rifiuti nella zona Ovest di Torino, per aver preso un monopattino dalla spazzatura. In primo grado il giudice, pur riconoscendo il licenziamento come provvedimento eccessivo, non ha disposto il reintegro nell’organico aziendale, in quanto il comportamento della donna è stato giudicato “equiparabile al furto”. Per l’ex dipendente il Tribunale ha disposto, però, un indennizzo di 18 mensilità da parte dell’azienda.

Adesso è arrivata la sentenza d’appello che cambia la situazione in favore di Lisa: secondo i giudici, infatti, la sanzione disposta dal Cidiu non è proporzionata al fatto contestato e quindi l’azienda non solo dovrà reintegrare la donna sul posto di lavoro, ma dovrà anche risarcirla pagando 11mila euro di spese legali

Sin dall’inizio la donna ha respinto le accuse: il monopattino, probabilmente trovato accanto a un cassonetto, le era stato dato da un collega e lei lo aveva preso per regalarlo a suo figlio che aveva allora 8 anni. Sebbene fosse un oggetto buttato tra i rifiuti, il giocattolo è stato considerato bene aziendale e per questo l’atto della donna è stato equiparato a un furto. La vicenda ha destato un grande clamore, al punto che mesi fa è stata anche oggetto di un’interpellanza parlamentare.

Adesso la storia si è finalmente conclusa e per Lisa questa sentenza rappresenta la fine di un incubo: “Sono contentissima – ha dichiarato alla stampa – in questi mesi ho cercato di non perdere mai la speranza, l’ho fatto per i miei tre figli che mi hanno sostenuto in questa battaglia. Non sapevo fosse vietato portare via oggetti dai rifiuti – ha spiegato – quel giocattolo me l’aveva consegnato un collega. Ci sono voluti tre gradi di giudizio ma alla fine la verità è venuta fuori”.